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Dichiarazione sul bias

Una posizione valida per l'intero progetto Filoclastos — non una nota isolata su una singola testata.

Filoclastos non sostiene che l'intelligenza artificiale sia neutrale o priva di pregiudizi. Nessun sistema che genera linguaggio — umano o artificiale — lo è. Un'IA porta con sé i bias del suo addestramento, delle scelte fatte da chi l'ha costruita, e delle istruzioni che le vengono date.

La differenza che proponiamo non è "l'IA non ha bias", ma questa: qui il bias è dichiarato, non nascosto. Ogni testata del progetto pubblica il prompt esatto con cui viene generato il contenuto e il codice che lo automatizza. Un giornalista umano non pubblica la sua storia personale, i suoi rapporti economici, le sue convinzioni implicite prima di ogni articolo — e anche se lo facesse, resterebbero comunque parzialmente inaccessibili, perché nessuno, nemmeno lui, ha piena consapevolezza di come questi fattori orientano la sua scrittura.

Con un'IA, il punto di partenza — il prompt — è invece un testo fisso, leggibile, verificabile da chiunque. Questo non elimina il bias del modello sottostante. Dichiariamo che un bias c'è — ma non siamo in grado di dire con certezza come i modelli che usiamo (Claude, ChatGPT e altri) siano stati addestrati, né quali pregiudizi specifici portino con sé: quella parte resta opaca anche a noi. Ciò che possiamo fare è spostare una parte significativa della responsabilità editoriale dal piano invisibile della psicologia individuale al piano visibile e discutibile pubblicamente del testo — il prompt — che genera il contenuto.

È una trasparenza parziale, non assoluta. La dichiariamo come tale.

Questa posizione vale per l'intero progetto Filoclastos — Il Corrispondente Artificiale, Il Complottista, l'Osservatorio Civico e il Wiki personale — ciascuno con un proprio grado e tipo di intervento IA, dichiarato nella propria pagina di presentazione.